Braciolette di Pesce Spada al forno.

Bene, visto che si è parlato di mare, voglio proporvi un piatto tipico Messinese, la mia città d’origine, “ Le Braciolette di Pesca Spada al forno”.

 Il Pesce Spada, ha rappresentato nelle acque tra Scilla e Cariddi, una sfida dell’uomo per la sopravvivenza, e la sua pesca nei tempi passati, veniva fatta con delle piccole barche a otto remi, Le Feluche, che oggi sono state soppiantate da potentissime barche a motore con un albero altissimo, dove in cima ci sta l’uomo che con le sue urla, avvisa che il pesce spada, il re dello stretto di Messina, è stato avvistato e una lunga passerella per consentire al fiocinatore il tiro sul mitico pesce da una posizione quasi perpendicolare.

 E’ questo un piatto semplicissimo e di facile preparazione, ma che non ha niente da invidiare ai piatti più elaborati e complessi.

Ingredienti:

  •  pesce spada tagliato a fettine sottili (leggermente più grosse del carpaccio…) kg. 1
  • pangrattato circa 200 gr
  • capperi gr. 50
  • un mazzetto di prezzemolo
  • formaggio pecorino grattugiato
  • foglie di alloro seccate
  • olive verdi snocciolate
  • olio, sale e pepe quanto basta.

Preparazione:

condire il pangrattato con i capperi, le olive e il prezzemolo, il tutto tritato finemente, il formaggio pecorino grattugiato, un po’ di olio, sale e pepe, in modo tale che l’impasto risulti ben amalgamato e leggermente appena “unto”.

Lavare le fettine di spada, togliere l’eventuale pelle inutile, metterle su di un tagliere e versare in ciascuna di esse un cucchiaio raso di pangrattato (composto ottenuto… )

Arrotolare le fettine su se stesse, come fossero degli involtini ed infilarle in uno spiedino, alternando con delle foglie di alloro secche.

Riporre gli spiedini in una teglia da forno, spennellare con un po’ di olio e porre nel forno ben caldo preventivamente portato a 200 gradi e fare cuocere per circa 8/10 minuti (attenzione alla cottura… )

Servire ben  calde versandovi sopra “u sammurigghiu” (il sammoriglio… ) e con un contorno a piacere.

U Sammurigghiu…

E’ un’antica salsetta che in Sicilia viene usata per accompagnare grigliate di pesce e di carne.

Il limone deve essere emulsionato con l’olio, il prezzemolo, l’aglio e l’origano fresco. E’ un ottimo condimento, semplice da fare… insomma, un successo sicuro. Esiste anche la variante senza origano, più delicata come sapore.

Ingredienti:

  •  2 limoni
  •  2 spicchi d’aglio
  • un ciuffo di prezzemolo
  • ½ cucchiaio di origano fresco
  • un bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • un bicchiere d’acqua tiepida

Preparazione:

Spremere i limoni e filtrare il succo. Lavare il prezzemolo e tritarlo finemente assieme all’aglio pelato, metterli dentro ad una scodella con l’olio e all’origano.

Fare scaldare leggermente un bicchiere d’acqua e incorporarla lentamente all’olio mescolando continuamente con una forchetta, unire il succo di limone poco per volta proseguendo a mescolare.

Alla fine la salsa deve risultare ben emulsionata e allora sarà pronta all’uso

Buon appetito!

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36 pensieri su “Braciolette di Pesce Spada al forno.

  1. ecco da dove proviene tutto questo buon profumo 😀
    mmmmmm sono una golosona di pesce, lo spada alla griglia è uno dei preferiti con il salmone e il tonno
    questa me la copio caro mio, nel week end stà pur sicuro che mi lecco baffi e dita 😀
    grasssie della buona ricetta, mi vien fame….a quest’ora che mi mangio??

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  2. Giovanna Amoroso

    Slurp… Slurp…

    Athur, visto che sei un cuoco meraviglioso, direi che sei proprio un uomo da sposare!!!

    (Io sono già “maritata”… altrimenti potrei farci un pensierino!!!)

    Buona giornata

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  3. Whow!!!!!!!!
    Questo si che è scrivere!!!!!!
    Pronta in prima fila quando si tratta di mangiare o di cucinare, ma questa ricettina proprio mi ispira…….

    I profumi di questi aromi sono sufficienti a farmi immaginare una terra che conosco solo in televisione…ahimè, vista da lontano, all’orizzonte tra la foschia e una sottile pioggerellina che non ne offuscava certo la bellezza, in un dicembre burrascoso all’insegna di un vento terso che non ne voleva prorpio sapere di mollare.

    Ecco questa è l’immagine rimasta impressa nella mia mente della sicilia…….
    Proverò dunque questa tua ricetta, chissà che non mi proietti laggiù….almeno con il pensiero?

    Buon appetito

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  4. @ Michela: per “u sammurigghiu”, esiste la variante senza origano, cioè soltanto con il prezzemolo, che andrebbe messo tagliato con le mani a pezzetini. Come condimento è molto buono, più delicato perchè l’origano è più forte come odore e sapore. L’importante è emulsionare bene la salsina.

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  5. @ Splendido: con questo piatto, si può abbinare ovviamente un vino Siciliano, un Corvo Bianco Duca di Salaparuta, un ottimo vino dal profumo intenso, delicato, fruttato e dal sapore fresco e armonico.
    E’ un vino giovane che si accompagna perfettamente con i piatti di pesce e tra l’altro, lo si può trovare anche nei supermercati.
    In alternativa, un Collio Pinot Grigio, del Friuli Venezia Giulia.

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  6. bbonooooooo!!!
    proprio ora che stavo andando a magnà!!!
    Io oggi mangio spigola 😛
    …i peperoncini come faccio a mangiarli me lo chiedono in molti…non lo so, mi piacciono assai!!!
    Un bacio.

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  7. @ Mistral: la Sicilia è una terra meravigliosa, ospitale e ricca di storia. Si mangia bene, e se si va in primavera, con le bouganville, i mandorli in fiore, è un vero spettacolo.
    Prova la ricetta, che ti assicuro che è fantastica, ma metti anche in conto di fare un viaggetto in Sicilia, vedrai che ne varrà la pena.
    E vista l’ora, buon appetito a te e a tutti!

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  8. laura

    Conoscevo già le braciolette di pesce spada al forno e il ricordo è di una carne tenerissima che si squaglia nella bocca.

    Mi pare che a Messina, il pesce spada lo fanno anche con il pomodoro, che però non l’ho mai mangiato.

    Ottima ricetta.
    Ciao
    Laura.

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  9. ed è certo che in questo week end vado di pesce
    di quello buono
    si lo so che lo conosci
    🙂 poco condimento, olio e sale in dosi giuste
    per non perdere il buon sapore
    buon week end allora, divertiti.

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  10. carla castiglioni

    A Messina il pangrattato si chiama “mollica”.
    Leggendo questa ricetta ho sentito un richiamo della mia Milazzo …. ed altro

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  11. @ Carla: a Messina il pangrattato si chiama Muddica… 🙂 sei anche tu Siciliana? Io lo sono e se sei di Milazzo, siamo stati probabilmente vicini di casa. Ho una zia che abita a Capo Milazzo e sempre a Capo Milazzo ho passato delle bellissime estati.

    E a proposito di richiami… hai letto l’altra mia ricetta siciliana ” Pasta c’anciove e ‘a muddica abbrustuluta” ?

    E’ una ricetta che va alla grande tra i miei amici e pensa che una volta l’ho preparata per 30 persone, in un albergo dove ero ospite: s’era sparsa la voce… 😆

    ps: una curiosità. Sai che la ricetta del pesce spada a forno è il post più letto nel mio blog? Ha avuto fin’ora 1560 visite. Non male, che dici? Mi sa che farò un blog di cucina Siciliana, ovviamente… 🙂

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  12. carla

    Lungimirante colui che sentenziò: com’è piccolo il mondo! Tralasciando vicissitudini personali che non credo possano essere d’interesse per nessuno tra i blogger … mi viene voglia di prendere per mano Nonno Archimede e dirgli: ce lo facciamo un giro dalle nostre parti mentre qui sta nevicando e la nostalgia di quei posti si fa forte?. Allora iniziamo dalla zona di Vaccarella, (o preferisci passeggiare e sederci sulla Marina Garibaldi?) hai visto Nonno com’è tutto cambiato… dai prima di iniziare il tour fermiamoci al Bar Washington e prendiamoci una granita con panna e brioche, è buona vero? e guarda lì, sono sparite le distese di gelsomino per far posto alla “Raffineria” che ha deturpato il panorama e non solo, questa prima (mi raccontano) era una zona di pescatori, il giorno ricucivano le loro reti e la notte con i gozzi, le barche di legno a pescare totani con la filosa: ora c’è il Bar Washinghton che tiene banco, hanno costruito il porticciolo e reso la zona più chic. Salendo da Vaccarella andiamo verso Capo Milazzo; un tempo c’erano dei campeggi tipo “Agriturist”, “Paradiso” del Cavalier Resta oggi tramutati in ristorantini tipici locali e serre. Che nostalgia Nonno ripassare da qui. Mi sembra di sentire quelle voci degli adulti, d’estate (Alfio, Antonino/Nino, Giuseppe/Peppe, Candeloro/Loretto, Rosalia/Sara, Santina, Carmela/Mela) gridare: “sorgiti, prendi la tovaglia e sali sul motore.. ” che voleva dire “alzati dal letto, prendi l’asciugamano da mare e sali sulla motocicletta….” e la sera noi ragazzi tutti al Borgo Antico al pub.
    Nonno Archimede …. a raccontare non basterebbe una vita! La prossima volta ti porto alla Baia del Tono, tanto per me ponente o levante fa lo stesso. Che ne dici, una granatina al limone da Sterrantino o all’English Bar … te la vuoi perdere? Sempre salutando San Papino!

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  13. @ Carla: Wow!!!
    Un commento che ci starebbe bene nella pagina di Nonno Archimede e senz’altro sarà piaciuto anche a lui, perché non è cosa da tutti i giorni essere preso per mano così come hai fatto tu. Purtroppo ho dei ricordi molto sfocati, visto che sono passati diversi anni, ma il tuo racconto mi ha come per magia catapultato in quei luoghi e la sensazione è stata… meravigliosa.

    Ma per la granita, preferisco caffè con panna, ovviamente con la brioche da pucciarci dentro, che tra l’altro sono sicuro piacerà anche a Nonno Archimede… 🙂

    Fantastica!!!

    ps: avevo incominciato a tradurre in Siciliano Il Piccolo Principe e per il momento la pagina dedicata l’ho tolta. Appena la rimetto, te lo dico. 😉

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