Buon 2010!!!

Capodanno

Pochi attimi ancora e un altro anno giunge
alla sua fine;
con esso fugge il tempo, e con il tempo
la vita si consuma.
Ma se la fine in noi lascia rimpianti,
mantiene pur sempre l’illusione,
speranze accende.
Un anno muore e un altro che incomincia
insieme con noi la sua vita!
Non si rallegra il tuo cuore,
pur se grave d’affanni scorre il giorno,
pur se tempeste attende?
Brindiamo adunque alla vita e alla sorte
che sia con noi benigna;
e cantiamo al nuovo sole
perché domani sorga più splendente.

Santi

Auguri di CUORE a tutti voi!!!

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Cara Befana…

Non so se da piccolo ho mai creduto alla Befana, forse non più di tanto, ma da grande qualche volta ho avuto voglia di crederci e l’anno scorso le ho scritto una letterina che purtroppo non ha avuto molto seguito e allora… meglio riprovarci, con le stesse identiche cose, chissà, magari va anche meglio…

Cara Befana,

sono stato invitato a scriverti una letterina e, chi lo ha fatto, pensa che io debba avere tante cose da chiederti.
In effetti, qualcosina ce l’avrei, ma non solamente per me e, se hai un po’ di tempo e di pazienza, cercherò di spiegartelo in maniera semplice, semplice.

Innanzi tutto, vorrei che le stagioni tornassero al posto giusto, così com’erano quand’ero più piccino, mi piacerebbe svegliarmi al mattino e rimanere incollato come un badalucco al vetro della mia finestra, mentre guardo i fiocchi di neve che cadono sui prati delle case, soffici, candidi, nel silenzio di un mattino pigro e intirizzito.
Correre per i campi e sentire ancora il dolce profumo di zagara, scoprire che la primavera fiorita sa anche di gelsomino, respirare a pieni polmoni l’odore di salsedine, andare in riva al mare ad aspettare le barche dei pescatori che tornano, e guardare il guizzo del pesce fresco dentro ai canestri.

Camminare per strada e, sentirmi dire dalla gente che passa “buon giorno”, felice e sorridente, contenta d’esserci, per iniziare insieme una nuova, bella giornata.
Prendere a braccetto una signora che, non riesce ad attraversare la strada, incontrare il vicino di casa sulle scale e, chiedergli come stanno i suoi bambini, se la nonna, così come fa sempre, gli prepara ancora il minestrone, guardare il suo bel vestito nuovo e fargli i complimenti, invitarlo la domenica per pranzo e, mangiare insieme quei buoni pasticcini che solo lui sa dove comprare.

Aprire i giornali del mattino e, leggere poesie, racconti d’avventura e di passioni, di feste, giochi e danze d’ogni genere, che il cielo blu diventa sempre più bello, che quando piove esce l’arcobaleno, che nonno Francesco compie ottanta anni, che le città sono come dei giardini, e le case aperte a chiunque voglia entrare.
Leggere che in Africa si balla il tango e la bachata, che corre l’anniversario della pace, che le foreste sono piene d’uccellini e i fiumi, come ruscelli freschi e trasparenti.

Incontrare dei bambini con la pancia gonfia, scoprire che sotto alla maglietta hanno dei cuscini, ridere e scherzare facendo mille piroette e, giocare con loro a nascondino, fino a quando arriva l’ora della merendina, con pane fatto in casa e marmellata.
E poi, e poi…  ecco, ti chiedo solo queste cose, davanti al camino, troverai la mia calzetta: riempila ben bene ed io sarò contento.

Grazie. Arthur