Sicilia

Sicilia.

vucciria-guttuso
La Vucciria, è un dipinto di Renato Guttuso realizzato nel 1974

3 luglio 2012

” Vardati com’è beddu, comu parra, pari vivu, avanti, chi aspettati, u pisci, u pisci, u pisci spadaaaaa… “

Se penso alla mia Sicilia, una delle prime cose che mi viene in mente è la gente. Da piccolo andavo spesso a casa dei miei nonni a Messina e mio zio, scapolaccio impenitente che viveva con loro, quando c’era da andare in giro, mi portava sempre con lui. Avrò avuto sei, sette anni e andare in giro con lui era uno spasso; mia Nonna, che fin dalle prime ore del mattino era già in cucina, aveva sempre qualcosa da fargli comprare e il pesce, era ovviamente il nostro piatto preferito. Andavamo prima sul lungo mare, dove i pescatori, verso le nove del mattino, erano lì a vendere il pesce pescato durante la notte e iniziava così una specie di processione, c’era di tutto, soprattutto pesce piccolo, sarde, acciughe, qualche scorfano, totani, se si trovavano le costardelle, era una festa, mia nonna le friggeva e poi si mangiavano accompagnate con la cipolla rossa di Tropea tagliata sottile e fatta macerare prima nell’aceto per un po’.

Se non si trovava nulla, si andava al mercato del pesce. Tutto per strada, all’aperto, con i venditori che urlano cercando di accaparrarsi il cliente migliore. “U pisci spadaaaa…”

Il pesce spada è il tipico piatto Messinese, famosa la sua pesca che viene fatta con delle barche a motore con un albero altissimo, dove in cima ci sta l’uomo che con le sue urla, avvisa che il pesce spada, il re dello stretto di Messina, è stato avvistato e una lunga passerella per consentire al fiocinatore il tiro sul mitico pesce da una posizione quasi perpendicolare. Lo si può cucinare in tanti modi, gustose le braciolette che, altro non sono che degli involtini di pesce ripieni. A Palermo, c’è un grande mercato, a Vucciria e lì, il baccano (Vucciria significa proprio questo…) è all’ordine del giorno; le voci dei venditori si accavallano e fanno a gara a chi urla di più, una varietà di prodotti – dalla frutta alla verdura, dal pesce alla carne, specialità tipiche della cucina Siciliana di ogni tipo e gusto – e di profumi che è praticamente impossibile rimanere indifferenti. Ricordo che le prime volte giravo affascinato tra quei banchi, fermandomi alle volte ad ascoltare quelle voci rauche che, malgrado tutto, non smettevano mai di urlare. Quanta genuina umanità!

E poi, nelle serate d’estate, per trovare un po’ di refrigerio, si andava alla marina a casa di amici. Ci si sedeva nel giardino davanti alla casa che, di solito era coltivato con alberi da frutto, ciliegie, pesche, pere, smergie (un frutto simile alle susine, dolcissime, Carla, ricordi?).

Sotto ad un patio fatto di cannette, si stava lì a chiacchierare, il padrone di casa, tipico uomo Siciliano di poche parole, parlava a voce bassa, sempre con un sorriso ironico sulle labbra e all’occorrenza, se aveva bisogno di qualcosa, chiamava “u picciriddu”, il nipote che, felice, correva per assecondarlo.

Oppure si faceva un giro sul lungo mare, e se s’incontrava “u compari”, due chiacchiere e via.

La campagna, com’era bella la campagna; c’andavo sempre da piccolo per fare compagnia alla mia nonna per la vendemmia. Con noi veniva sempre un mio cugino che, ora purtroppo non c’è più. Mentre i contadini raccoglievano l’uva, noi a scorazzare tra le vigne facendo qua e là qualche dispetto, poi, quando le ceste erano piene, s’andava di corsa in paese, ed era una festa. Ci si toglieva le scarpe e giù a pigiare l’uva, saltando come matti. I “grandi” ci guardavano ridendo, magari cantando qualche vecchio stornello popolare e noi, incoraggiati, a saltare sempre di più. Inutile dire che la sera eravamo color del mosto e mia nonna, ci metteva dentro ad una tinozza cercando di rimediare il salvabile.

‘nnagg…!!!

Ecco cosa mi manca della Sicilia, la sua gente, quella di Pirandelliana memoria che, per carattere e indole, sempre generosa e accogliente, caratterizza l’anima di un popolo intero che, nei secoli ne ha viste davvero tante. E quando sento certe critiche, m’infiammo peggio di un cerino, come si fa, mi domando a giudicare un popolo se non si conosce la sua storia?

La gente, già la gente, questa è la mia Sicilia.

E parlando di Sicilia, aggiungo volentieri questo graditissimo omaggio che mi è giuto da Duilio, con delle bellissime foto che la raccontano.

“Sicilia, omaggio ad Arthur”

Grazie Duil!

by Arthur

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4 pensieri su “Sicilia

  1. laurapozzani

    Bellissimo questo racconto autobiografico scritto con amore! Mi hai fatto viaggiare nel tempo (certi tuoi ricordi d’infanzia sono analoghi ai miei) e nello spazio (a un migliaio di chilometri dalla mia terra) ed è stato un viaggio molto piacevole, pieno di sensazioni e di dettagli realistici. 🙂 Ciao Arthur

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  2. I ricordi che lasciano una traccia indelebile, cara laura, bisogna tenerli con cura, sono il nostro bagaglio, quello su cuoi siamo cresciuti e che ci hanno fato diventare grandi. Di quel viaggio che ti ho raccontato, c’è un’altra cosa che mi è rimasta dentro, io amo molto Parigi, come città, per l’atmosfera che si respira, sarà un caso secondo te? 🙂

    Boh, chi lo sa. 😉

    Ho visto che hai fatto un giro nel mio post della Sicilia, beh, anche lì i ricordi sono stati indispensabili.

    Ciao Laura, ‘notte! 🙂

    Oh mannaggia, pensavo di risponderti su affinità, ma ci siamo capiti lo stesso. 🙂

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  3. laurapozzani

    🙂 sì sì, ci siamo capiti lo stesso! Parigi?? Beh, hai visto la mia foto avatar… perché credi l’abbia scelta? Io sono laureata in francese e sono stata 8 volte a Parigi (l’ultima nel 2010), è la città dei miei sogni, se potessi andrei a viverci! Ogni volta che riesco a mettere da parte un po’ di soldi, pur avendo voglia di vedere un sacco di altri posti, finisco per tornare a Parigi… mannaggia (come dici tu Arthur 😉 ) a questa città della vie en rose.. 🙂 Ciao ciao.

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  4. “I ricordi che lasciano una traccia indelebile” … quanto e vero!
    Bellissimo … nostalgia canaglia! … non son Siciliana, ma vissuto per venti anni! Un certo tal modo sono una “cicilianaadottata” … e io amo la Sicilia ♡

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