Buon Natale e Buon fine Anno 2016.

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Ma siamo già a Natale? Mannaggia, come passa in fretta il tempo!

Quest’anno gli auguri ve li faccio con un articolo che avevo scritto nel 2010 per The Best Magazine. Bei momenti che non dimenticherò mai e che amo ricordare insieme a voi.

Ho dei ricordi sereni del Natale, da piccolo ci si riuniva a casa dei miei nonni e la sera si giocava a carte, sette e mezzo, tombola, e per noi piccini era uno spasso. Ovviamente ad ogni vincita, quelle poche lirette guadagnate le mettevamo una sull’altra, ed era con orgoglio che le rimiravamo.

S’iniziava a giocare i primi di dicembre, una scusa per trovarsi tutti davanti ad una grande tavolata, con un bel panno verde, imbandita con frutta secca d’ogni genere.

La parte “riservata” agli uomini era una ciminiera, giocavano a briscola chiamata o a scopone scientifico, l’occhio socchiuso, la sigaretta pendente dalle labbra e, mannaggia, quante discussioni accanite, quante urla e ogni volta, noi piccoli lì a vedere cosa era successo.

Poi, la vigilia di Natale la cena in pompa magna, i tortellini in brodo, come voleva la tradizione importata dal nord (…), il capitone, la pasta a forno, gli arancini di riso, la carne al ragù (che non è quella trita… ), olive verdi schiacciate sott’olio, acciughe salate condite con olio, aceto e prezzemolo, conserve d’ogni tipo fatte in casa, dolcetti siciliani, insomma, tante cose buone, e l’atmosfera era di gioia, d’amore, e per noi piccoli l’occasione per ritrovarci e giocare. Continua a leggere “Buon Natale e Buon fine Anno 2016.”

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Buon Compleanno Blog!

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Certo, non è facile parlare oggi a cuor sereno di feste e compleanni, il pensiero va inevitabilmente a chi dopo il terremoto ha perso ogni cosa, speranze comprese. In una casa ognuno di noi conserva una parte di sé che non sempre è visibile agli altri, affetti, ricordi, stati d’animo, quelle quattro mura offrono riparo e danno sicurezza, perderle è drammatico.

Ma comunque sia, la vita continua, detto non senza una certa amarezza.

Come ogni anno, il primo novembre festeggio un doppio compleanno, il mio e quello del mio blogghino, ormai tanti in entrambi i casi, mammaggia, ma anche l’onomastico di mio Papà Santi, che tanti di voi conoscono per le sue poesie. 

E ogni anno che passa mi rendo conto di quanta Meravigliosa Umanità sia passata tra queste pagine e di ciò che nel frattempo ho imparato.

E allora, grazie davvero ad ognuno di Voi.

Ma senza volermi dilungare più di tanto, vi lascio con un mio scritto di qualche anno fa, Gita al Mare, che parla di quel camminare insieme a me tanto caro che dovrebbe essere di ognuno di noi, se solo riuscissimo a capire quanto sia importante guardarsi intorno.

Buona lettura e… Buon Compleanno Blog!My beautiful picture

Gita al mare!

  Occhi verdi, capelli cortissimi tra il castano e il biondo rossiccio, un viso bellissimo, avrà avuto circa sei anni; seduto su di una carrozzina con due supporti che gli tenevano ferma la testa ed una cinghia che lo cingeva probabilmente per non farlo cadere, era proprio lì in riva al mare.

Il padre chino davanti a lui, tentava di fare un pupazzo con la sabbia bagnata e intanto parlava raccontandogli delle cose, sempre con un sorriso. Poco più in là, c’erano tre bambini che giocavano sul bagnasciuga a pallone, ridendo e rincorrendosi ogni volta che qualcuno di loro sbagliava bersaglio.

Nessun sorriso, nemmeno l’ombra che s’accorgesse di cosa ci fosse intorno a lui ma, lo sguardo era fisso lì, come se il rumore di quelle piccole onde, fosse un pensiero rivolto verso il mare.

Un momento vissuto; il ricordo di una gita al mare.

Diemme: “Ladra di tenerezza.”

"Volo di gabbiani a Capo Caccia" dipintoad olio di Luisa Lamberti (particolare)
“Volo di gabbiani a Capo Caccia” dipinto ad olio di Luisa Lamberti (particolare)

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Parlare di poesie se non addirittura di poeti non è cosa facile, presuppone una profonda conoscenza dell’autore e di tutto il suo percorso artistico, ma provarci è stimolante, per un attimo si ha la sensazione di entrare in un mondo sconosciuto che, un po’ per volta, mette a nudo la sua anima.

Lei, Diemme, è da un bel po’ che la conosco, è stata praticamente la prima “voce” che ho scoperto in rete, in questo universo per certi versi controverso che è il mondo dei blog. Ed è proprio il 30 settembre 2007, quasi appena conosciuta, che lei scrive un post sull’amore, chiedendosi: “Cos’è l’amore, ci ha chiesto Arthur. E io ho cercato dentro di me una risposta… “.

Parole che ha poi ripreso nel suo bel libro di poesie “Ladra di tenerezza”, pubblicato circa un anno fa.

E’ di amore e di vita che parlano le sue poesie, spesso in un sussurro, mai malgrado certi versi crudi, urlando, consapevole delle sue scelte e per questo coraggiosa nel portale avanti, ma sempre con quella vena malinconica e romantica di una donna sempre alla ricerca di una via che la faccia sentire serenamente, almeno per una volta, non di corsa. Continua a leggere “Diemme: “Ladra di tenerezza.””

Tra un ferro del 12 e l’altro…

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Ieri WhatsAppando un po’ e un po’, ho sentito un’amica blogger con la quale in passato, poi non tanto remoto, ho scambiato un pezzetto di vita.

In effetti, lei mi ha visto nascere tra queste pagine ed era sempre un vero piacere leggere i suoi commenti, alcuni davvero profondi, incisivi e attenti, tant’è che più di una volta, dopo, mi sono stati d’ispirazione per scriverci dei pezzi, ai quali sono particolarmente legato.

Se dovessi fare un’analisi attenta di questi ormai sette lunghi anni di blog, verrebbe fuori un bilancio positivo, sia per tutte le persone che ho conosciuto e le belle amicizie nate nel frattempo, ma soprattutto per quella carica di umanità che loro hanno avuto la capacità di comunicarmi, rendendomi consapevole e ricco al tempo stesso.

Ma navigando, le sorprese non finiscono mai, e magari s’incontra qualcuno che parla di cose che non conosci, e che per tutta una serie di motivi, non sarà mai il caso di approfondire. Ma il suo modo di porle le rende così appetibili che non si può fare a meno di leggerle. Continua a leggere “Tra un ferro del 12 e l’altro…”

Scriveregiocando 2015 il magazine!

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Se lo volete sfogliare… 

Se volete scaricare il file in formato Pdf…

piccola nota per chi ha scaricato il pdf: ho ricaricato il magazine sul portale di Issuu perché c’era un errore in un titolo e di conseguenza anche il pdf è cambiato.  Pardon!!! 🙂

Eccomi finalmente, l’attesa è stata tanta, lo so, ma ne valeva la pena. Visto che copertina?

Una bellissima foto di Morena che, come ogni anno, ci regala delle immagini che fanno sognare.

Per quanto mi riguarda, beh, credetemi, ce l’ho messa tutta e spero che siate contenti dei risultati. Ho voluto fare un magazine sobrio, un po’ come i nostri tempi e all’insegna dello stare insieme, infatti ho pubblicato un mio quadro a olio fatto qualche anno fa e una foto con due vecchietti seduti su di una panchina dal titolo “Insieme”, un argomento che come tanti sanno, mi è molto caro.

Eccolo il Magazine con i piccolo lettore di Issuu da sfogliare qui sul blog, ma se ci cliccate sopra, vi rimanda alla pagina per poterlo vedere in grande.

Bene, spero di essere riuscito nel mio intento e di avere accontentato un po’ tutti.

Questo è il mio regalo di Natale  e allora, Buon Natale a tutti voi, di cuore.

ps: se andate sul sito di Issuu a sfogliare il Magazine, volevo invitarvi a lasciare qualche like, cosa che farà piacere a tutti gli scrittori e… beh, anche a me e a Morena ovviamente. Issuu da un po’ di tempo offre anche l’opportunità di condividere il magazine nei vari Social, FB, per esempio. Quindi, sotto, un po’ di pubblicità non guasta.

Grazie e ancora Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!

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In attesa di Scriveregiocando…

“Tutto bene?” mi scrive oggi Morena.

Sì, sì, le rispondo.

E già lo so, sono in ritardissimo con il Magazine, ma credetemi, non mi sono dimenticato di voi, solo che tra una cosa e l’altra… Evvabè, direte, ogni anno è così, mannaggia.

Diciamo che quest’anno il Magazine di Scriveregiocando sarà il mio regalo di Natale per tutti voi, per chi ha scritto, quindi per tutti gli autori e anche per chi, venendomi a trovare, viene soltanto a leggerlo.

Facciamo passare questo fine settimana e poi, vedrete, sarà il Magazine più bello dell’anno. (se non mi vanto io… 🙂 )

Nell’attesa vi lascio con una bellissima poesia di mio padre che avevo già anche pubblicato nel numero di Scriveregiocando 2010, il primo magazine della serie.

A presto quindi e buon fine settimana.

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Un bambino che nasce

Un bambino che nasce, è come un fiore
che schiude i suoi petali.
Ma se il vento infuria e
pioggia e grandine offendono il suo stelo,
copritelo, o mamme, vigilate che
non disperda il suo profumo.
Ad aver cura di un bimbo
basta l’amore.

Santi 

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Il blog!

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Photo di Ivana (Semprevento)

E cambiando discorso, così giusto per sorridere un po’, volevo oggi parlarvi di un’amica blogger, Ivana, Semprevento, (per gli amici Venticello&Ventolino).

Ci siamo conosciuti tra queste pagine mi sembra ormai un secolo fa e foto dopo foto, quelle da lei pubblicate nel suo blog fotografico, l’ho vista crescere, in un percorso insolito, visto che è diventata quasi da subito davvero brava.

Wow!!!

E sì, lei fotografa con il cuore, ma soprattutto ha quel che si dice, l’occhio fotografico, sa cogliere i dettagli, mai banalizzandoli, con una ricerca accurata, anche se l’impressione è di trovarsi davanti ad una foto estemporanea, quasi casuale. Insomma, il posto giusto nel momento giusto, e lei c’è sempre a quel che sembra.

Oggi scorrendo le pagine della rete, di foto belle se ne vedono tante, un po’ complice le nuove tecnologie -macchine fotografiche sempre più perfette e performanti -un po’ la voglia di sana competizione per fare sempre meglio, ma foto con l’anima, così come le chiamo io, non ce ne sono tante.

Una foto esprime emozioni e chi sa renderle al meglio, ha una marcia in più.

Ecco lei, Ivana, nelle foto la sua anima la mostra senza alcun ritegno, con semplicità, con l’umiltà di chi magari non se ne rende veramente conto, di chi non ha chiaro cosa voglia dire aver talento.

A lei piace fotografare, le piace perché in quel modo vive la vita, con i suoi colori, i chiari e gli scuri, con i suoi odori, e clic dopo clic ce ne regala un pezzettino, ricordandoci che anche così si può comunicare.

Un cuore e un’ anima in perfetta unione.

E questo è il magazine che le avevo dedicato per il suo compleanno…

ps: scusa Ivana, ti ho rubato una foto, potevo?  🙂

E già, mannaggia di una mannaggina, come direbbe l’Amico Alan!

Beh, ci sono dei giorni che, simili a tanti altri, si differenziano dagli altri (scusate la ripetizione…) per qualche nostalgia canaglia, che passa, si ferma, rimescola un po’, per poi tornarsene da dove era venuta, nell’angolo più nascosto dei nostri pensieri.

Oggi, dopo aver visitato un blog che non leggevo da tanto, ho pensato: “E se tornando tra le mie pagine trovassi certi nomi che da tempo sono spariti nel nulla? “

No, non c’erano ovviamente, anche se alle volte succede che qualche ritorno inaspettato faccia capolino tra un commento e l’altro.

Già… “Buongiorno Elle, che piacere rileggerti e ritrovarti tra queste pagine! I sogni… quando ci siamo incontrati più o meno qualche anno fa è proprio dei sogni che tante volte abbiamo parlato, e da bravi gemellini (ricordi… ?), vedevamo il mondo né diverso, né più ovattato di quello che in effetti è, un’alternativa possibile, un incentivo a credere, a volere, a desiderare, a sognare un cambiamento, per vedere aldilà, per vedere attraverso; sogni ad occhi aperti fatti per sognare, sogni che erano e sono desideri, fatti solo per vivere meglio. Ricordi? Quanti commenti e quante risate tra una parola e l’altra.”

Oops, che bella sorpresa. “Sì, sì, lo so Carlotta, da quando non pubblico più le tue ricette, i miei pranzi quotidiani si sono annacquati con un semplicissimo frullato di frutta. Buono per carità, ma vuoi mettere l’acquolina in bocca nel leggere le tue meravigliose ricettine?”

‘nnagg…!!! “A proposito, lo sai Adelaide che mi mancano tanto i racconti dei tuoi viaggi? Chissà cos’altro avrai visto di bello in tutto questo tempo e magari ti sarai ritrovata con Simple in uno dei suoi tanti spettacoli di danza del ventre. Che brava che è!”

“Però cara Alessandra ci eravamo detti: A presto… sempre e comunque, mannaggia di una mannaggia, come direbbe l’amico Alan, dove sei andata a finire? Dicono che lo sguardo sia lo specchio dell’anima ed è forse vero, con lo sguardo difficilmente si può mentire, ogni emozione passa da lì, si ferma e lascia un segno, impossibile non vederlo. E’ lo stesso sguardo che coglievo leggendo le tue parole, che giorno dopo giorno ci accompagnava con storie di vita raccontate tra un sorriso e l’altro. Ci mancano i tuoi post! “

Uhmmm, che aria che tira all’improvviso. “Ciao Venticello, lo so che sei parecchio impegnata, ma ti rendi conto che ci hai privato improvvisamente e senza alcun possibile preavviso di quei meravigliosi scritti che prima di ogni cosa venivano dal tuo cuore?”

Ari_’nnagg…!!!

“Sì lo so cara Lelyna, l’università, andare avanti e indietro ogni mattina portano via tanto tempo, ma qualche nuova Perlina così giusto per rinverdire la nostra memoria, che dici?”

E poi… “Alan, tu ci sei sempre, lo so, ma che bei momenti con i tuoi post!”

Nunzy, Maria, Solindue, Luciano, Api, Folletta, Marta, Eppifemili, Fabio, Farnocchia, Flavia, Ester, EleOnora, Blandina, Gabry, Grimilde, Elen, Mistral, Irish, Koala, Barbie, Babele, Engel, Raggio di Sole, Linda, Liviana e la Ciurma tutta… bla, bla, bla, dove siete finiti?

Evvabè, ho navigato un po’ con l’immaginazione, ma che bello sarebbe se questi nomi li ritrovassi tra le mia pagine!.

Ma la rete è anche questa: ci s’incontra, si scopre la voglia con alcuni di volersi bene e poi, si ricomincia, qualcuno resta, qualcuno sparisce, la nostalgia canaglia ogni tanto riaffiora. E già, mannaggia di una mannaggina, come ridirebbe sempre l’amico Alan, che fare?

Sorridiamo.

cristina

E’ un po’ di giorni che mi sento come se fossi in standby, nell’attesa di scrivere qualcosa per il blog. Ultimamente tra una cosa e l’altra lo sto trascurando, preso dal lavoro e dalle situazioni di vita che spesso incombono senza lasciare spazio ad altri pensieri. Guardo, con un po’ di sconforto la “situazione Italiana”, questa campagna elettorale ormai in postazione fissa, permanente, ahimè.

Salto da un giornale all’altro e la storia è sempre la stessa. Tutti e tutto contro tutto e tutti, chi è dentro e chi è fuori, senza più una vera distinzione che renda le appartenenze quanto meno plausibili. Un grosso calderone dove c’è di tutto, compresa la mancanza di ciò che invece parrebbe essere scontato, la determinazione nel considerare il nostro prossimo semplicemente delle persone da rispettare e null’altro.

Ma oggi, leggendo un articolo di una mamma, Caroline Boudet, ho sorriso: “Louise, mia figlia. Quattro mesi, due braccia, due gambe, due guanciotte tonde e un cromosoma in più.”

Con garbo e con molta ironia, lei spiega ciò che non bisognerebbe mai dire ad una madre che ha una figlia affetta da sindrome di Down o trisomia 21, una specie di simpatico decalogo che c’insegna a considerare i bambini per ciò che sono, dei bimbi appunto, e non per ciò che rappresentano perché ammalati di qualcosa. E infatti a chi le chiede se è una bambina Down, lei risponde semplicemente che è sua figlia, “I suoi 47 cromosomi non rappresentano quello che è. In un’altra situazione, non definireste una bimba una piccola malata di cancro”.

Beh, ho sorriso perché anch’io sono convinto che sia giusto quel che dice e non soltanto perché a mia volta ho una nipotina anche lei affetta da sindrome di Down, Cristina, “Cri, Cri”, sulla quale ho scritto una cosa tenerissima con Nonno Archimede, ma perché Caroline Boudet scrivendo quelle cose ci dà una lezione di vita che oggi più che mai dovremmo prendere sul serio per farla nostra e non dimenticarla mai, perché la nostra vita ha un senso se riusciamo a condividerla con chi ci sta accanto, vicino o lontano che sia, altrimenti diventiamo prigionieri della nostra solitudine, della nostra inedia; quell’apatia che ci rende simili e lontani mille miglia, dove l’unico approccio diventa la spasmodica rincorsa per fare andare velocemente le nostre dita sulla tastiera di uno smartphone, uno a caso, non importa quale.

Sorridiamo, così come sorride Cri Cri nella sua dolce ingenuità, la stessa di noi quando eravamo bambini, la stessa di noi che, da adulti, non abbiamo dimenticato come eravamo.