Tra un ferro del 12 e l’altro…

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Ieri WhatsAppando un po’ e un po’, ho sentito un’amica blogger con la quale in passato, poi non tanto remoto, ho scambiato un pezzetto di vita.

In effetti, lei mi ha visto nascere tra queste pagine ed era sempre un vero piacere leggere i suoi commenti, alcuni davvero profondi, incisivi e attenti, tant’è che più di una volta, dopo, mi sono stati d’ispirazione per scriverci dei pezzi, ai quali sono particolarmente legato.

Se dovessi fare un’analisi attenta di questi ormai sette lunghi anni di blog, verrebbe fuori un bilancio positivo, sia per tutte le persone che ho conosciuto e le belle amicizie nate nel frattempo, ma soprattutto per quella carica di umanità che loro hanno avuto la capacità di comunicarmi, rendendomi consapevole e ricco al tempo stesso.

Ma navigando, le sorprese non finiscono mai, e magari s’incontra qualcuno che parla di cose che non conosci, e che per tutta una serie di motivi, non sarà mai il caso di approfondire. Ma il suo modo di porle le rende così appetibili che non si può fare a meno di leggerle. Continua a leggere “Tra un ferro del 12 e l’altro…”

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* E già, e poi?

Alessi

“Oggi non te l’ho detto, è vero, perché abbiamo parlato di altro ma,  maglioncino a V abbottonato sul davanti color zafferano e pantaloni di velluto borgogna, dentro agli stivali color castoro. Oggi niente collana ma una sciarpetta nera attorno al collo per non sentir freddo sulla scollatura a V.

E poi, diresti adesso… “

   “E già, e poi?”

E’ vero, non ho mai fatto mistero della mia curiosità, anzi, perché essere curiosi, di quel tipo di curiosità, stimola la fantasia e la rende creativa, crea un contatto che in un gioco iniziato non si sa come può diventare una miscela esplosiva, dove anche i suoni, i colori, i particolari più insignificanti, fanno a gara in un primato di seduzione che come premio finale ha un solo obiettivo: emozionarsi, sentirsi complici, stare bene insieme. Continua a leggere “* E già, e poi?”

Una giornata un po’ così!

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Giornate festive, giornate primaverili, quale scusa migliore per fare una gita fuori porta? In effetti, è proprio andata così, il primo maggio, complice un bel sole che faceva l’occhiolino e la voglia di cambiare aria, decido di andare a trovare una coppia di amici sul Lago di Garda. Era da tanto che non ci tornavo, almeno un paio di anni, quindi la voglia era a mille, come si suol dire, pur essendo un amante sfegatato del mare, il lago di Garda mi piace perché in certi posti ricorda proprio il mare, senza contare che il paesaggio, da qualunque ottica si guardi, è veramente molto bello e rilassante.

Lo conosco molto bene, per ben quindici anni ci sono andato praticamente ogni fine settimana, avevo anche affittato una casa a Manerba a due passi dal lago con una vista stupenda, come c’ero stato bene mannaggia! Continua a leggere “Una giornata un po’ così!”

*** Facciamo pace?

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“’giorno!”

“ uhmmm! “

   “Perché fai il muso”

“Beh, dovresti saperlo perché e poi, come mai me lo domandi?”

 “Così, ti stavo guardando e allora… però devo dirti una cosa, quando t’infiammi sei desiderabile eh, lo so, ti sembrerà strano, ma quando ti vedo così, da un lato ti torcerei il collo e dall’altro, uhmmmm, mi fai venire delle strane idee in testa, anche nei momenti meno impensabili, mannaggia. “

“ Maddai, mi stai prendendo in giro? “

   “ No, no, assolutamente no.”

“ Detto così non è che mi convinci molto, c’hai un’aria…”

   “Eddai con quest’aria,  facciamo la pace?”

“Perché, abbiamo litigato? O forse vuoi litigare per fare dopo la pace?”

“Come siete complicate voi donne, insomma, volevo dire che mi dispiace che non ci siamo capiti e poi tu alle volte parti per la tangente.”

“Io? Ecco, vedi come sei, la colpa è ancora mia. “

  “Ma no, ma no, ma no, cosa hai capito, ecco, vedi che non ci capiamo; però quando t’infiammi… “

“ E già, alzo la voce, non prendo fiato e dico le cose attaccate una all’altra “

“ No, beh, sì, in effetti è così, ma anche se non ti vedo t’immagino rossa in viso che gesticoli come una forsennata e sei così anche quando… hihihiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! “

“Ma smettila di fare il leccone, smettila, e poi non è vero che sono uguale a quando… beh, forse sono rossa in viso quello sì, ma non gesticolo, anche perché mi piace se lo fai tu. Evvabè, non gesticolare, cosa hai capito e poi smettila di sorridere e di guardarmi con quegli occhi da cockerino che poi fai venire la voglia anche a me. Eddai, smettila, uehmmm, sei tremendo!“

“Io? E cosa sto facendo, ti stavo soltanto ascoltando e ovviamente guardando, ma come mai sei rossa in viso e gesticoli come una forsennata?”

“Maddai, spetta, ho perso il filo. Perché stavi parlando di far pace? “ 🙂

*** Questo pezzo, dedicato ovviamente, l’avevo scritto nel lontano 2009. Mi è venuto in mente e allora, beh, lo dedico a tutte le donne.

‘nnagg…!!!

Già, le parole!

Parole

“Ma servono davvero le parole?” (…)

E’ una domanda che ultimamente mi pongo spesso ma, spesso, la risposta è assai contraddittoria.

Ed è la contraddizione di un modo di vivere che in superficie cerca il confronto che, nella sostanza, evita accuratamente. Eppure, ciò che dovrebbe servire a semplificarci la vita in effetti la svilisce, le toglie quella parvenza di umana coerenza che la rende unica e vitale.

Quante volte un gesto o uno sguardo restano racchiusi dentro ad un’ampolla accuratamente sigillata? Troppe forse e poi, quando le parole si mischiano ai silenzi in un gioco perverso che non cerca regole ma serve solo ad intimidire, l’unico rifugio plausibile è chiudersi in se stessi, senza tante domande e quanto meno risposte.

Affinità.

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Un tempo, parlando del più e del meno, ci si chiedeva se può esistere un certo tipo di affinità tra amici così come esiste, a volte, nella coppia ed io dicevo che sì, e nel dirlo mi veniva in mente l’amicizia che c’è tra due amici per la pelle, dove basta uno sguardo per capirsi al volo, spesso guardati con sospetto per questo loro essere uniti, e quanta invidia che prova per questa alchimia chi non la vive, perché in qualche modo lo fa sentire messo da parte.

Si trova nell’amicizia così come nell’amore, ma in due modi diversi; la complicità o a dir si voglia affinità tra due persone che si amano, oltre ai famosi peccatucci confessati, ci sono anche quelli che non c’è bisogno di confessare, perché la conoscenza è fatta di intime condivisioni che non soltanto riguardano il pensiero, ma anche il corpo, quella parte di noi che proprio perché troppo personale da esporre, da fare vedere a tutti, un amico ovviamente non conosce.

E’ forse più difficile tra due persone che vivono insieme, ma quando succede e alle volte succede anche solo in piccole cose, è tutto e a questo proposito mi vengono in mente i due vecchietti di cui ho sempre raccontato, ognuno parte dell’altro, persino ogni passetto sembra fatto in sintonia, per cui queste affinità non è che si sentano più forti in un rapporto di coppia, sono solamente diverse, ovviamente quando ci sono, sia nella coppia che nell’amicizia.

Oppure no? 😉

ps: a grande richiesta ho rimesso la foto della “discordia”, cioè quella delle (orribili) scarpe che avevo messo appena pubblicato il post, detto con più di un sorriso sulle labbra  ovviamente. 🙂

Dejà-vu

dejà-vu

Siete mai stati in cima ad una montagna? Avete mai provato a lasciarvi andare al vento? Quel vento forte che spazza via anche i pensieri?

Quando si perde la via, il disagio che si prova nel non ritrovarla dà la forza per reagire e se si prende coscienza dei motivi che l’hanno motivato, vuol dire che si è pronti per ricominciare.

Che poi, è quel che succede.

Il timore di ritrovarsi dentro certe emozioni ed ancora, la sensazione di smarrimento che si prova, ci proiettata in una dimensione che fa paura, che fa sentire soli, perché non ci appartiene più, perché non la riconosci come tua.

In fondo è tutto un dejà-vu e la via sotto casa ne è la prova.

(dedicato a…)

Eccomi…

Da quando ho aperto questo blog, ho parlato più o meno di tutto, ma sempre con un occhio di riguardo ai rapporti tra le persone, perché ci credo e molto anche, sopra ogni cosa.

Ci credo proprio perché il mio vivere quotidiano mi ha insegnato che, è un vero peccato perdere l’occasione per poter dire ad un amico che mi spiace di quel fraintendimento o magari alle persone che amo, che gli voglio bene, in fondo la felicità passa tra le cose semplici e un gesto o soltanto uno sguardo, fa sempre la differenza. Continua a leggere “Eccomi…”

Così…

                    Cosa fareste se per caso foste presi da improvvisa nostalgia?

E’ quello che mi è successo oggi, dopo aver saputo che una mia cara amica era stata ricoverata in ospedale per un controllo a dei problemi che erano sorti in questi ultimi mesi.

E allora è stato come se una parte dei miei ricordi, così gelosamente custoditi dentro ad uno scrigno ben risposto e inaccessibile anche per me, fossero come per incanto esplosi da tutte le parti, invadendo ogni singolo mio pensiero, per cui mi sono attaccato al telefono e così, tra la sorpresa prima, l’imbarazzo poi e alla fine un bel sorriso, ho incominciato a riprendere fiato, promettendo e ripromettendomi, ahimé, di non far passare più così tanto tempo, perché l’amore così come l’amicizia, un bel “Ciao…”, ha bisogno di sentirselo dire ogni tanto, così giusto per non dimenticare che è bello sapere di essere nei pensieri di qualcuno.

Tra l’altro, oggi non era nata bene la giornata ma, l’epilogo, l’ha giustamente riscattata.

                    Ed ancora con il sorriso sulle labbra, vi auguro un buon fine settimana.

A presto.

                    Ciao… !!!