Lo scialle di seta nero…

E così prima di sera lei prese lo scialle di seta nero e se lo mise sopra le spalle, adagiata in silenzio contro il muro, senza nessuna voglia di risposte.

Mi piacerebbe intrufolarmi tra quelle parole non dette per far parte di quei silenzi così non diventano più tali e poi, offrirgli l’appiglio per aggrapparsi, per non restare più in bilico, per ritrovare la strada, dove ci sono spazi, idee e cieli, dove lo sguardo si perde, dove ci sono le emozioni, dove quel battito in più che va cercando, possa tornare ad esserci.

Cos’è che rende la sua voce simile ad un’emozione che attraversa l’anima, fino a sentirla dentro nelle ossa, e ci resta tutto il tempo che passa, per riviverla, poi, la volta successiva?

Una domanda che trova risposta mentre la guardo camminare incurante della mia presenza, capelli bagnati, collant e maglione largo un po’ slabbrato, una leggera sbavatura nera che fa da cornice a due occhi scuri e profondi come il mare, l’andatura lenta di chi sa di essere osservata, forse anche appositamente lenta, quasi svogliata, l’esibizione di un corpo che, senza curarsi più di tanto, seduce e incanta.

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50 pensieri su “Lo scialle di seta nero…

  1. Luisa

    Wow, che bella scena di seduzione senza stereotipi:) Penso tra loro ci sia molta elettricità,per questo la sua voce arriva dritto al cuore e fa saltare un battito o arriva dentro l’anima e nella profondità delle ossa. Ed è proprio lo stare in bilico che rende la cosa più emozionante. Penso che loro dovrebbero godersi questi attimi quasi eterni e stamparseli bene nella memoria:)

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  2. Silvia

    Ogni tanto ritorni con queste immagini di seduzione, che come dice Luisa, sono senza stereotipi.

    Ci siamo abituati, in un certo senso, o forse no, dipende da come si guardano.

    A proprosito, la foto dello scialle nero è stupenda.

    E così, ti ho lasciato un commento su due post. 🙂

    Buon fine settimana Arthur e, come dici ogni tanto tu, fai il bravo.

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  3. simple

    Quello che colpisce subito è la naturalezza di questo gioco che non ha bisogno di rossetti rosso fuoco, tacchi a spillo e guepiere per essere complicità e seduzione.

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  4. @ Luisa: nell’amore, la complicità è tutto, vive anche di questi giochi di seduzione, quel vedo e non vedo, quel dico e non dico, momenti che fin che durano, sono linfa vitale e comunque sia, difficili da dimenticare.

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  5. Sono andata anch’io a leggere “un soffio” però posso dirti che questo di post è molto più bello, c’è veramente complicità ed è come vivere quello che descrivi…

    Qui tra tango e scialli neri stiamo andando sul passionale, sarà la primavera????

    😉 kate

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  6. L’immagine di una lei che non cerca risposte perchè sta vivendo completamente quel suo momento, che nessuno sguardo esterno potrà mai capire fino in fondo.
    Forse solo un soffio può arrivare, come alito di vento, sull’anima di una donna che nella naturalezza di quel suo sensuale corpo chiede solo dolcezza e tanto amore.
    Ogni grido risulterà vano, perchè solo un silenzio complice potrà dare all’altro la possibilità di condividere questo momento.
    Ciao

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  7. Marta

    Cosa vuoi farci intendere con questo testo Arthur? Oppure sbaglio io , e non vuoi farci intendere nulla? Perché semplicemente con le tue parole apri un mondo fatto di intrighi , eh? Mi sembra che leggendoti non ci sia bisogno di parole , fai capire l’importanza di osservare e captare emozioni. Vorrei farti una domanda che mi è passata adesso per la testa. A questo punto , cos’è meglio una frase eloquente o un semplice silenzio?
    Buona serata , Marta.

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  8. Donna che non fa domande. Donna che forse si è già data tutte le risposte. Sensuale e seducente, sa di piacere, perchè prima di tutto piace a se stessa. Emoziona gli altri, perchè lei in prima persona sa emozionarsi delle proprie emozioni. Padrona di se stessa, padrona dei propri sorrisi, padrona dei propri battiti. Donna che non chiedere nulla. Donna che non deve dimostrare nulla. Donna che sa di valere, senza doverlo dimostrare a qualcun altro.

    Luce della sera

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  9. @ Marta: che strana domanda che mi fai… 😉

    Niente più di quello che ho detto voglio intendere, nessun intrigo, è l’eterno gioco della seduzione che, per emozionare, non ha bisogno di tante parole.

    Buona serata anche a te.

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  10. Ha ragione Marta come pochi uomini sai esprimere tutto rendendone partecipe chi ti legge…e non solo sul lato passionale di questi post, anche quando parli di cose profonde come il dolore o di cose che fanno sorridere e ridere…la primavera????
    In effetti non l’ho vista neanche io e poi ora con questa nube vulcanica dicono che torna anche la neve!!!!!!!!!!!
    Stiamo a posto si….
    Consoliamoci con l’empatia che circola tra i nostri blog…
    🙂 buona domenica

    Vi mando un abbraccio forte forte oggi perchè domani operano mia mamma e non so come starò…

    ciao kate

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  11. Mi piace il maglione slabbrato (che, guarda caso, richiama una parte della risposta che ti ho appena lasciato di là da me), mi piacciono gli occhi un po’ sbavati di nero. Mi piace, come tutti hanno fatto notare, questa sottile ma potente seduttività che emerge da particolari normali, o meglio: reali. Particolari che sono i nostri, delle nostre vite di donne, dei nostri passi, del nostro presente.
    Emozionante.
    V

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  12. @ Kate: grazie Kate, sei sempre molto gentile. L’empatia che circola nei nostri blog è fondamentale, e infatti mi piace pensare che siamo un po’ di più di semplici blogger che si scambiano delle impressioni, non credi?

    In bocca al lupo per la mamma.
    Ti abbraccio.

    @ Marta: 😉

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  13. @ Valentina: adesso sono io a dirti BENVENUTA.

    E’ molto bello scrivere di emozioni e trovare delle donne che ci si rispecchiano, è un po’ come dire che sintonia è anche comprendersi, per come siamo fatti l’uno e le altre (l’uomo e la donna…), che unisce questo essere diversi.

    Ma credo che tutto nasca dalla voglia di “vedere” l’altro, che poi non è mai abbastanza, magari nei momenti più inutili, forse anche di nascosto, un giornale, un libro può sembrare la scusa per essere con la mente altrove, ma è pure l’occasione per seguire passo passo, “quella comminata, appositamente lenta e quasi svogliata”, un gioco di seduzione non scritto, non detto, ma che rimescola e rinnova le emozioni.

    Una volta ho scritto di due vecchietti, un signore ed una signora, che al supermercato camminavano mano nella mano e ogni passo che facevano, erano di una tenerezza indescrivibile. Chissà quante cose si erano detti nella loro vita, ma chissà quante altre non avevano avuto il bisogno di dirsi…

    Complicità…

    Buona giornata!

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  14. @ le ragazze del blog di Arthur:
    ho fatto un giro in centro qui nella mia città e ho trovato a 39 euro un bel maglione lungo nero. E’ nuovo quindi non è slabbrato, ma a quello possiamo rimediare noi facilmente. La commessa mi ha detto che se ne compro almeno 5 può farci lo sconto. Che ne dite li prendo per tutte? Poi ve li invio. Stasera li indossiamo e vediamo se i nostri compagni e mariti saranno in grado di utilizzare più o meno le stesse parole di Arthur alla nostra visione…

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  15. @ Solindue: beh, le stesse senz’altro no, anche perché ognuno di noi vive le emozioni a modo suo.

    Io descrivo ciò che ho vissuto o ciò che vivo quindi… onde per cui… mariti, compagni, datevi una smossa, sono sicuro che sarete più bravi di me.

    E poi, cara Solindue, socia e compagna di avventure blogghiane, non bisogna sempre utilizzare le parole, non credi?

    Mettiamola così, questo mio articolo è l’occasione giusta per comprare un maglione nuovo… 🙂

    ‘nnagg… !

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  16. La poetica dei due vecchietti che camminano mano nella mano, be’, è qualcosa a cui sono sensibilissima e in cui mi proietto sempre, quando li vedo… anche se è raro, vederne. Perché è raro che si crea quella che tu, giustamente, definisci complicità.
    V

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  17. @ Valentina: non sono molto d’accordo con te sulla complicità, perché in un rapporto a due, che dura, prima o poi c’è quasi sempre, quindi non sarei così tanto pessimista in proposito.

    Ed è la complicità che spesso c’è tra due amanti, un po’ quella che ho descritto in quest’articolo, ma anche la complicità delle cose che non è necessario dire a tutti i costi, o magari dei piccoli segreti che ognuno di noi porta con se e che non svela mai, ma che l’altro conosce, perché li ha intuiti, o scoperto casualmente, ma non ne parla, perché sta al gioco, che è poi quello che fa si che due persone, dopo tanti anni, riescono a tollerare i difetti dell’altro, cosa che in caso contrario, non è possibile.

    Questa è forse, secondo me, la cosa più bella che può capitare ad una coppia, certo, non è facile, ma non impossibile, bisogna crederci e fare di tutto perché si avveri.

    La storia dei due vecchietti, “nasce” un pomeriggio al supermercato, li ho visti e camminavano veramente mano nella mano, quasi vestiti uguali, lo stesso passo incerto, si aspettavano ed era tenero guardarli, perché teneri erano i loro sguardi ogni volta che s’incontravano ed anch’io, come te, vorrei essere così da vecchietto, con una donna accanto che non è soltanto di compagnia…

    Chi lo sa… ‘pranzo!

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  18. Sai qual’è il problema?
    Che spesso la complicità si cerca da una parte sola, come l’amore o la serenità, o il sentirsi sensuali anche con un maglione slabbrato come dici tu e poi trovarsi davanti l’altro che anche se non ti dice nulla ti fa capire che sembri totalmente ridicola…
    oh se mi è capitato!
    E ti giuro è la cosa più umiliante e triste che una donna possa provare!

    Mia mamma sembra stia benone…almeno quello…ora aspettiamo i risultati dell’operazione tra 15 giorni….che tensione altro che corda di violino!

    Fortuna che vengo qui e mi sento come a casa…mi sento serena!
    Grazie

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  19. @ Kate: la complicità c’è o non c’è, questa è la verità. Non può essere solo una persona a cercarla, perché poi succede ciò che hai detto e… spero che questo tuo lui non ci sia più, altrimenti vengo a dirgli due paroline, perché è stupido far del male alle persone in questo modo.
    Mi fa piacere sentire che tua mamma sta bene, e vedrai che anche il decorso dell’operazione andrà benissimo.

    Un abbraccio e buona serata.

    ps: grazie a te!

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  20. Mia madre dice sempre che se mi metto al centro di una piazza con le mani alzate cadono gli uomini peggiori…molto crudo ma molto vero…non so se è sfortuna o se in qualche modo inconsciamente e un modo per non vivere bene quello che ti ho raccontato all’inizio sulla mail…un mio modo per fuggire….

    Da un pò di tempo io sto cambiando parecchio e molte cose che prima accettavo o perdonavo non le accetto più…ho capito che merito di più…ma forse un pò di strada da fare mi resta…e anche apprendere un pò di più a farmi valere e a scegliere al mio fianco persone che valgono….

    grazie per mia mamma…
    un abbraccio notte kate

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  21. laura

    Spulciando i tuoi post, mi sono accorta che non avevo ancora letto questo “scialle di seta nero” e mi domando, come è possibile?

    Magico!

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  22. Laura

    Potevi farlo che sarei venuta di corsa. 🙂

    Piuttosto una curiosità, è realtà o fantasia? Esiste la donna che t’ispira queste parole oppure l’ispirazione si ciba di ricordi?

    Non dirmi che sono curiosa, perché sono una donna e quindi non posso non esserlo.

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  23. @ Laura: cara Laura, solo tu potevi farmi questa domanda, mannaggia… 😉
    Sì, sei troppo curiosa, ma voglio lasciarti nel dubbio dicendoti che tanto di quello che scrivo s’ispira a momenti che ho vissuto e tanto s’ispira a momenti che vivo adesso, oggi.
    E poi, come faccio a dirti la verità? TRoppe orecchie che ascoltano… 🙂
    ‘notte!

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  24. carlotta

    mi hai ricordato,leggendo questo testo,uno splendido romanzo breve che parlava di una giovane donna che aveva perso l’amore e come presa dal desiderio di smantellare quell’amore, si recava in una baracca sulla spiaggia di notte dove trovava un uomo che la bendava con una sciarpa che lei aveva in vita e faceva l’amore con lei fino all’alba senza che i due si conoscessero mai..ma non ricordo il titolo ma tu nella descrizione hai messo la stessa intensità che c’era in quel romanzo..bravo arthur!

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  25. @ Carlotta: vivere le emozioni, saperle vedere o come in questo caso, sapere guardare, ( “…l’esibizione di un corpo che, senza curarsi più di tanto, seduce e incanta” ) viverle anche se si consumano nello spazio di un attimo, che è però paragonabile all’eternità.

    Questo è forse uno dei pezzi più belli che ho scritto, perché prima ancora di averlo pensato, l’ho vissuto intensamente… con tutto me stesso.

    Grazie e ciao!

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  26. @ Silvia: la foto l’ho tolta, ma solo perché alcune delle foto che ho pubblicato le tengo in rete soltanto un po’, per una questione di privacy e per evitare che vadano in giro. (ALMENO LO SPERO… 😉 )

    Però, al di là di questo, credo che questo mio pezzo si legga bene anche senza l’ausilio della foto, non credi?

    Ciao e buona giornata.

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  27. Antonio

    Sono capitato casualmente nel tuo blog con un tag “scialle nero”. Hai scritto un testo che mi è piaciuto molto e trovo che sia molto verosimile. Ma leggendo tutti i commenti, ho notato che solo un uomo ti ha commentato, come mai? 😉

    Gironzolo per conoscerti meglio.

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  28. @ Antonio: hai gironzolato per benino?
    Benvenuto e grazie per il “piaciuto molto”. E’ vero, questo post è stato prevalentemente commentato da donne, ma ci sarà un motivo, non credi?

    Torna pure quando vuoi.
    Buona serata.

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  29. @ Patrizia: noto con piacere che hai fatto un bel giro del blog e dai tuoi commenti, immagino ti sia piaciuto ciò che c’era scritto. Lasciami essere contento di questo, perchè come ho sempre detto, vuol dire che ha avuto ed ha un senso questo blog, e questo lo dico anche in barba di quei detrattori che per motivi loro, pur rimanendo nel mio mondo, mi hanno sempre criticato.

    In fondo noi siamo qui anche per avere un riscontro, positivo o negativo che sia, a meno che non vogliamo fare dei soliloqui, ma non è il mio caso, per fortuna.

    Grazie!

    ‘giorno… 🙂

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  30. Pingback: Adagiata… « arthur_photo…

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