Qualche idea per il tempo libero… Ottobre 2013

2013-10-05_Bigio_14

Non è mai facile parlare di arte e men che meno raccontare una mostra, se la prima cosa che colpisce dell’artista è la sua capacità di giocare con le emozioni; se questo gioco riesce a rimbalzare dagli occhi al cuore, poco resta da dire con le parole.

Sabato scorso sono stato invitato all’inaugurazione di una mostra, non le solite cose, quello che in genere ci si aspetta, paesaggi, ritratti, figurativi, astratti, ma solo dei disegni su dei semplicissimi fogli A4, alcuni persino quadrettati e colorati, ordinati uno accanto all’altro quasi come se si volesse dare un senso cronologico a un racconto fatto per immagini con l’aiuto di parole scritte, di momenti vissuti, immaginati o anche soltanto sognati, “un tentativo dialettico di mettere ordine al disordine” come ha scritto intuendone le intenzioni Vittorino Balini nella sua bella presentazione dell’artista nella locandina della mostra.

Caso strano, pochi giorni prima la mia amica Martina commentava un mio post sui sogni dedicandomi un suo disegno, pochi tratti mescolati con le parole, un modo del tutto nuovo d’interpretare un commento che, per certi aspetti, si riallaccia a ciò che Roberto Omizzolo (Bigio l’Oster) l’artista della mostra, propone con i suoi disegni.

Se da un lato avvertivo, spaziando da un foglio all’altro non senza una certa inquietudine, il disagio di vedere rappresentate figure che alla rinfusa si mescolavano con le parole scritte, dall’altro avevo la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa d’indefinito, come se l’artista sentisse il bisogno di raccontare a se stesso i suoi sogni, per poi riviverli guardandoli con gli occhi disincantati di chi ha voglia d’intrecciare un’immagine stravolta dai contorni sfocati e irreali, con una realtà che alle volte è altrettanto sfocata e irreale.

Non a caso lui disegna prevalentemente di notte, complice l’insonnia.

Confesso che non sono stato lì a leggere ciò che c’era scritto, non era quello che mi interessava, guardavo i disegni nell’insieme, affascinato da quella confusione di tratti scomposti, facce, corpi di donne, maschere, figure indefinite, e poi note, scritte buttate lì per caso, alcune in bella scrittura, quasi fosse un dovere di cronaca, un modo per spiegare, grafica e grafia, due forme distinte ma in simbiosi tra di loro, il tutto senza ordine e logica, come fossero bozzetti pronti per qualcos’altro, un progetto più ambizioso forse, ma era un prepotente ritorno alle origini che ci vedevo, un po’ come quando da bambini non avendo ancora imparato a scrivere, con i disegni coloravamo la nostra fantasia e allo stesso tempo il mondo che ci circondava.

Per certi aspetti un modo un po’ naïf di esprimersi, un sentimento semplice e complesso allo stesso tempo, e nell’epoca della condivisione globale, malgrado tutto inutile e faziosa, fatta di parole vuote e di indifferenza, senz’altro un bel modo per comunicare.

Scrivere disegnando, non importa cosa e perché, il bisogno di esserci, per riprendere, senza paura di ammetterlo, un percorso comune, o come mi piace pensare, a camminare insieme.

 Alcune notizie utili per la mostra:

  •  Evento curato da Cristiana e Vittorino Balini
  • “Museo” per un’estetica del disordine.
  • Opere da camera di Roberto Omizzolo (Bigio l’Oster)
  • Bergamo dal 5 al 26 ottobre 2013. Visite su appuntamento.

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30 pensieri su “Qualche idea per il tempo libero… Ottobre 2013

  1. …invece io dovrei ritrovare i disegnini che faceva Saretta con la nuvolina come nei fumetti.
    Le cose semplici son sempre le migliori.
    Certo, apparentemente semplici…mi colpisce il ” Museo per un’ estetica del disordine”.
    ma mi colpisce anche il fatto che per il disordine ci sia un’estetica. 🙂
    Allora mi demoralizzo, nel senso che nulla è dato al caso.
    In ogni cosa c’è un senso….e se un senso non c’è, ce lo dobbiamo trovare.
    Questa mostra spero approdi anche a Pisa, al palazzo Blu.
    Mi sarà semplicissimo andarci ed osservare da vicino quello che è il messaggio dell’autore.
    Anche se tu sei stato bravissimo nel descrivere il momento.

    la cara Martina è sempre un passo avanti e lo sappiamo!!!
    (Adorabile la tua socina bella 🙂 del resto ha conosciuto me…. :-))))))) )

    ci facciamo due passi????

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  2. Molto particolare, su questo non c’è alcun dubbio, però sinceramente non mi attira molto. Beh, che vuoi farci, io sono molto attratta dall’antichità, dai musei con reperti storici ecc ecc.
    Però chissà, magari vedendola dal vivo l’impressione potrebbe essere totalmente diversa e piacermi, mah, chissà!!!
    Ciao ciao, ariciao!!!

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  3. hai azzeccato Arthur!!
    hai reso a parole le impressioni suscitate dalla vista di quei disegni..
    Mi e’ piaciuta questa frase letta tra un foglio e l’ altro:
    ” l’arte e’ quella cosa libera dalla menzogna di essere la verita’”…
    ah! che liberazione!!

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  4. “senz’altro un bel modo per comunicare”: sono d’accordo su questo anche senza aver visto personalmente la mostra. Esattamente sì come fanno i bambini per esprimersi… e il bambino che abbiamo dentro è sempre la parte migliore di noi. Bellissimo post Arthur. A presto. 🙂

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  5. rosy

    …Apperi Arthur (sorrido) Tu hai il grande dono , di rendere figurative con poche righe le tue sensazioni e le cose che vedi !! Con pochi concetti permetti alla persona che ti sta leggendo di vedere, capire il dopo del discorso. Mi piace molto leggere ciò che scrivi e come descrivi quello che intendi dire !! Non è da tutti. Saper dipingere o fare anche solo disegni è un modo bellissimo per comunicare ed esprimere ciò che uno sente dentro di se. Lo dice una che con la manualità proprio non ci azzecca, e me ne rammarico ! Vado meglio in cucina… (ridoo)
    Ari,,dolce notte caro Arthur
    un sorriso

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  6. Gli artisti vanno capiti e interpretati. Osservando una loro opera percepiamo i loro pensieri e le loro emozioni in ogni tratto. Ho visto quadri che hanno saputo accarezzare la mia anima tanto erano belli, tanto sapevano esprimere l’incanto di un momento.

    Bello il tuo post Arthur…hai saputo raccontare e descrivere talmente bene la tua giornata e le tue emozioni che è impossibile non condividere questo post con te!!
    Tu sai sempre coinvolgerci…

    Un sorriso per te!

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  7. Il titolo della mostra cara Ivana, che tra l’altro condiviso, ricalca un po’ il modo che usa l’artista per esprimersi, che in questo caso, secondo me, è proprio dato al coso, sono temi e soggetti che nascono dall’inconscio e infatti non per niente dico che la visione degli stessi è abbastanza inquietante per certi versi. Non so se la mostra approderà a Pisa, ma ti farò sapere nel caso. 😉

    E così Martina è adorabile perché ha conosciuto te? Mannaggia! 🙂

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  8. Beh cara Patrizia, in effetti questi sono dei semplicissimi disegni, quasi dei bozzetti, l’interessante è il modo e il motivo per cui sono stati fatti, così come lo sviluppo, se ci sarà, in un breve futuro.

    In fondo se ci pensi tutto è arte e non a caso mi riallaccio ai disegni dei bambini, perché lì c’è addirittura la naturalezza del tratto e del’idea, così come in un certo senso c’è in questo tipo di disegni.

    E poi, se devo essere sincero, mi sono divertito a commentarla. Più o meno tutto qui.

    Ciao ciao, ariciao!!! 🙂

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  9. Grazie Laura, mi piace la definizione “Scrivere disegnando” è più immediata come cosa e lascia senz’altro un segno più tangibile e oggi, visto che blateriamo spesso inutilmente, potrebbe essere il modo migliore per comunicare.

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  10. Oh mannaggia Rosy, guarda che io sono un timido e arrossisco facilmente. Grazie comunque. Ma d’altra parte la naturalezza in un racconto come questo è fondamentale. Sì, il disegno è uno dei modi più belli per comunicare con gli altri, anche se poi magari ognuno ci vede qualcosa di suo e forse per questo è ancora più bello.

    E vista l’ora, dolce notte a te cara Rosy.

    Due sorrisi! 🙂

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  11. La cosa più difficile credo che sia capire e interpretare gli artisti, anche per chi lo fa per mestiere, c’è dentro di ognuno di essi tutto un mondo a parte e, riuscire a farne parte non è molto semplice.

    Io ci ho provato, ma solo descrivendo alcune sensazioni che ho ricevuto guardando quei disegni. Magari tu o un altro l’avrebbe vissuta in un altro modo e questa secondo me è la cosa più bella dell’arte, ognuno ci vede ciò che vuole, in base al suo vissuto, alla sua cultura, al suo modo di intendere la vita, o anche al momento, al suo stato d’animo.

    Grazie a te. 🙂

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  12. e oggi???
    sopra la tua cittá ha nevicato…fa freddino…e pensa te, nella mia isola ci son circa 30 gradi…..io scappo là e amen….
    ora peró son quá….e siccome sono adorabile , non vado via finchè non ti avró conosciuto!te capí????

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  13. Ciao Arthur
    Ti ho inviato una email ……
    Forse ė finita nelle spam….
    Bella la mostra, interessanti i disegni, mi pice questo modo d’esprimersi
    Ciao
    Duilio

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  14. Il mondo è bello perchè è vario!
    W le diversità artistiche che stupiscono, incuiosiscono e arricchiscono!
    E W chi le condivide! 😉

    Allegro fine settimana!

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  15. Sono arrivata un po’ in ritardo a commentare e mi scuso, visto che qui parlate (anche) di me.

    Tante volte vedendo un’immagine mi vien da pensare “non servono parole” tanto la figura (quadro o foto che sia) è eloquente.
    Altre volte leggo un brano e visualizzo perfettamente l’immagine descritta, sia essa un paesaggio o una smorfia di dolore sul volto del protagonista di un libro.
    Dunque per istinto l’unione nei foglietti A4 di disegni e scritte mi porta a pensare che gli uni è gli altri non sarebbero stati da soli capaci di esprimere ciò che l’artista porta dentro di sé. Condivido quindi il pensiero di Arthur: è come se questi foglietti fossero schizzi, lavori preparatori di un qualcosa, il “progetto ambizioso”, che forse non è arrivato a compimento. Non ancora.
    Personalmente trovo questi disegni inquietanti (e deliranti) che portano con se un malessere (solo notturno? mah) molto pronunciato. Certo è, che attirano l’attenzione e danno una bella scossa. Cerco di immaginare la mostra, che se ben disposta, può davvero essere coinvolgente. Io avrei messo Profondo Rosso in sottofondo…
    Per quanto riguarda il mio modo di scrivere, non ho inventato niente. Fa parte di un mio progetto personale di creatività. Lo scrivere per immagini aiuta la mente a ricordare e a focalizzare le parti più importanti di un discorso. Al posto di sottolineare una frase o metterla in grassetto mi diverto a disegnarne il significato aumentandone l’importanza con il colore ecc…
    Vi lascio con un video (Artur non me ne voglia è in inglese, ma il tipo infondo disegna… 🙂 ) che spiega da dove arrivano le idee.
    Steven Johnson:

    Vi auguro un buon fine settimana.

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  16. Cara Martina, il video che hai messo è spettacolare, senza contare il finale. Bellissimo e molto descrittivo appunto, come dire, scrivere disegnando. 🙂

    Per il resto siamo d’accordo su tutto.

    Ciao, grazie per il tuo bel commento e… buona domenica.

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  17. …bella la Martina…ho capito tutto pure io!!!
    ..ma non capisco questo personaggio inquietante,,, cioè lo capisco, ma lui si capisce??
    Insomma…una volta a cena da amici a Parma, chi ci ospitava era un pittore e un po’ scultore..
    inquietante era dir poco…i suoi quadri grondavano sangue, cuori trafitti da lame e costole troncate…un miscuglio di opere che uscivano con spessore dalle tele o cosa,
    Io rimasi sconvolta…come si fa ad interpretarle?
    e soprattutto a capire l’artista? o è un sanguinario oppure un uomo terrorizzato dalla violenza…o un serial killer???
    la serata si concluse con un bel punto interrogativo…ma del resto me lo aspettavo..il pittore era stranetto.

    va beh…quelli non erano fogli A4…..
    Detto questo vedo che Duilio ti scrive..uhmmmm
    ho fatto una foto per lui..mi sa che l’unico modo per leggerlo sia quello di pubblicarla così si degna….chissà che ti combina …mah!!!
    costruirà un’astronave??
    notte 🙂

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  18. Sì cara Ivana, non è mai semplice commentare certi artisti, soprattutto se sono quadri che grondano di sangue come quelli che hai visto tu.

    Non è questo il caso, anche se, come dice Martina un po’ inquietante lo è anche lui. 🙂

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  19. Ma questa era una mostra abbastanza particolare, per questo ne ho parlato sul blog e mi auguro che l’artista in questione tragga spunto da quei lavori per qualcos’altro di più importante.

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