Due anni fa

Due anni fa te ne andavi, tanto improvvisamente quanto silenziosamente, lasciando chi ti amava sotto shock.

Io e le persone che ti avevano più caro per forza sono dovute andare avanti, ma nessuno ha toccato il tuo inviolabile posto tra i suoi affetti.

La vita va avanti, tu non hai più pensieri, chi è rimasto sì, e si rivolge a te affinché, se esiste questa opportunità, tu possa intercedere con Chi, sopra di noi e sopra di te, potrà aiutarci.

Ti dedico questa musica, a mio avviso splendida, anche se lassù, tra gli angeli, ne ascolterai senz’altro una migliore, quella celeste che un giorno tutti ascolteremo, insieme, sperando di avere meritato quel luogo dove sorridere in piena serenità e da dove, come diceva sant’Agostino, vedremo con i nostri occhi pieni di luce quelli dei nostri cari, cui la vita terrena ancora riserva qualche lacrima.

Un saluto da questa nostra Terra, con infinita nostalgia.

Come DM incontrò Arthur

Oggi non è un anniversario, ma non m’importa, io non ci sto mai dietro alle ricorrenze, le persone cui ho voluto e voglio bene sono nel mio cuore 365 giorni l’anno, sette giorni su sette, H24. Mi è capitato sotto gli occhi questo post, in cui Arthur si chiede perché aprire un blog, cosa che poi fece, quel blog che è diventato il suo giardino segreto, a metà tra un salotto di casa in cui chiacchierare amabilmente con nuovi amici e una palestra in cui cimentarsi in nuove esperienze, come per esempio il Magazine. Un blog su cui ogni tanto ancora qualcuno passa (lo vedo dalle statistiche), ed è così che noi blogger continuiamo a vivere, con tante testimonianze lasciate di noi… Ciao Arthur, se ci leggi batti un colpo!

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Incontrò? I beg your pardon. Volevo dire come le loro voci si incrociarono… Voci? I beg your pardon. Volevo dire come le loro strade si incrociarono, e incominciarono a scrivere a quattro mani.

L’ha chiesto lui, nel commento di stanotte (è questo che Arthur mi chiede la notte…): “sento addirittura che sono approdato su questo blog, dieci giorni dopo quel commento… ricordi anche come ci sono arrivato? Evvabè, so che te lo ricordi, anche se potresti raccontarlo per i nostri amici…”

Ok, lo racconto, ma anche a lui lo dovetti raccontare, perché non sapeva mica quello che si era svolto dietro le quinte!

C’è una mia conoscente alla quale un giorno diedi un passaggio, e chiacchierando mi disse di avere un blog. Fu così che me lo andai a cercare, lo trovai (divertentissimo), e iniziai a leggere e a commentare (in forma per lo più anonima). Un giorno la rincontrai…

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La vita è un soffio

E’ passato già un anno, e ancora è difficile crederci.

Mantengo vivo questo tuo spazio, perché rimanga vivo tu, qui tra noi. Approvo i commenti, cancello lo spam, così questa tua casetta virtuale rimane pulita, lo spam è la polvere di queste nostre case, e non voglio che la tua abbia l’aspetto di un luogo abbandonato, non deve!

Non ci sei più, e io mi rendo conto di come il blog sia la nostra eredità, i nostri pensieri affidati al tempo, al mondo, forse all’eternità.

Mi manca la tua risata, il modo in cui mi prendevi in giro, direi paterno, e il modo in cui ti arrabbiavi, decisamente siculo.

Mi manca quella tua vanità modesta (“vanità modesta” è un ossimoro? Ma no!), quel tuo schermirti gongolando quando ricevevi un complimento, un grazie, o venivi “reclutato” per aiutare qualche blogger magari con la grafica, o con una consulenza di architettura.

Hai fatto belle cose per noi, dalla foto dei cuccioli, la tua prima famiglia virtuale, ai tuoi magazine, cui mai ho voluto partecipare per i motivi che sai, e che non hai mai voluto accettare.

Stavo per scrivere “ora non ci sei più”, ma io non sono abituata a mentire, mi mette a disagio, e allora non riesco a scriverlo, perché tu ci sei, ci sei, ci sei.

Fossi fermamente credente, ti direi “Auguri per questo tuo anniversario di rinascita in cielo”, e questo mi viene un po’ meglio, e forse allora è vero, io ti vedo sempre, lassù, con quel sorriso sornione, di chi ha avuto modo finalmente di mettere a posto qualche priorità, capirne il senso, e prova tanta bonaria tenerezza per noi ancora mortali, che capiremo tutto più in là, ma adesso no.

Grazie di esserci stato Arthur, sei stato importante, tanto.