Come DM incontrò Arthur

Oggi non è un anniversario, ma non m’importa, io non ci sto mai dietro alle ricorrenze, le persone cui ho voluto e voglio bene sono nel mio cuore 365 giorni l’anno, sette giorni su sette, H24. Mi è capitato sotto gli occhi questo post, in cui Arthur si chiede perché aprire un blog, cosa che poi fece, quel blog che è diventato il suo giardino segreto, a metà tra un salotto di casa in cui chiacchierare amabilmente con nuovi amici e una palestra in cui cimentarsi in nuove esperienze, come per esempio il Magazine. Un blog su cui ogni tanto ancora qualcuno passa (lo vedo dalle statistiche), ed è così che noi blogger continuiamo a vivere, con tante testimonianze lasciate di noi… Ciao Arthur, se ci leggi batti un colpo!

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Incontrò? I beg your pardon. Volevo dire come le loro voci si incrociarono… Voci? I beg your pardon. Volevo dire come le loro strade si incrociarono, e incominciarono a scrivere a quattro mani.

L’ha chiesto lui, nel commento di stanotte (è questo che Arthur mi chiede la notte…): “sento addirittura che sono approdato su questo blog, dieci giorni dopo quel commento… ricordi anche come ci sono arrivato? Evvabè, so che te lo ricordi, anche se potresti raccontarlo per i nostri amici…”

Ok, lo racconto, ma anche a lui lo dovetti raccontare, perché non sapeva mica quello che si era svolto dietro le quinte!

C’è una mia conoscente alla quale un giorno diedi un passaggio, e chiacchierando mi disse di avere un blog. Fu così che me lo andai a cercare, lo trovai (divertentissimo), e iniziai a leggere e a commentare (in forma per lo più anonima). Un giorno la rincontrai…

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La vita è un soffio

E’ passato già un anno, e ancora è difficile crederci.

Mantengo vivo questo tuo spazio, perché rimanga vivo tu, qui tra noi. Approvo i commenti, cancello lo spam, così questa tua casetta virtuale rimane pulita, lo spam è la polvere di queste nostre case, e non voglio che la tua abbia l’aspetto di un luogo abbandonato, non deve!

Non ci sei più, e io mi rendo conto di come il blog sia la nostra eredità, i nostri pensieri affidati al tempo, al mondo, forse all’eternità.

Mi manca la tua risata, il modo in cui mi prendevi in giro, direi paterno, e il modo in cui ti arrabbiavi, decisamente siculo.

Mi manca quella tua vanità modesta (“vanità modesta” è un ossimoro? Ma no!), quel tuo schermirti gongolando quando ricevevi un complimento, un grazie, o venivi “reclutato” per aiutare qualche blogger magari con la grafica, o con una consulenza di architettura.

Hai fatto belle cose per noi, dalla foto dei cuccioli, la tua prima famiglia virtuale, ai tuoi magazine, cui mai ho voluto partecipare per i motivi che sai, e che non hai mai voluto accettare.

Stavo per scrivere “ora non ci sei più”, ma io non sono abituata a mentire, mi mette a disagio, e allora non riesco a scriverlo, perché tu ci sei, ci sei, ci sei.

Fossi fermamente credente, ti direi “Auguri per questo tuo anniversario di rinascita in cielo”, e questo mi viene un po’ meglio, e forse allora è vero, io ti vedo sempre, lassù, con quel sorriso sornione, di chi ha avuto modo finalmente di mettere a posto qualche priorità, capirne il senso, e prova tanta bonaria tenerezza per noi ancora mortali, che capiremo tutto più in là, ma adesso no.

Grazie di esserci stato Arthur, sei stato importante, tanto.