Erzicovina delle Valli Ruspanti e la Ricetta.

                   Lo so che ormai tutti la conoscono ma, è giusto che si sappia in giro che Erzicovina delle Valli Ruspanti c’ha classe, mica acqua fresca, anche perché oggi come oggi non è facile trovare donne come lei che come se nulla fosse, sanno coniugare il verbo essere così come il verbo avere senza alcun problema - anche se la sorte alle volte ci mette lo zampino e un avverbio si confonde con un verbo che fu - soprattutto dopo aver mangiato per colazione le sue solite dieci portate di brioche, frutti di stagione, ovette sode ma con il tuorlo appena appena indurito, burro di arachidi perché più leggero e digeribile, spremute varie, dal succo di ananas, al succo di arance di Sicilia, dal succo di carota, al succo di ermellino, che non è un animale come tanti possono credere, ma è un frutto tropicale della foresta Amazzonica, girato l’Angolo a destra, subito dopo le Barbados e… e… evvabè, so anche che questo lo sapete, visto che l’avevo già scritto, ma cosa ci volete fare, alle volte anche i grandi oratori come me si ripetono e così sia. Leggi l’articolo completo

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Che storia!

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Che storia ragazzi, era tanto che non mi capitava e come tutte le cose nate così per caso, è stato bellissimo.

Sto parlando di un concerto che stasera c’è stato nel teatro della mia città,  musica nuova e vecchia insieme, canzoni che solo a sentire l’attacco iniziale scatenavano le urla scalmanate dei ragazzi in sala; d’altra parte basterebbe soltanto una “Piccola Katy” per sentire il bisogno di alzarsi in piedi e cantarla tutti insieme.

Che storia!

Dicono che la musica unisca le persone, che le accomuni facendole sentire uguali, è vero, e mi vengono in mente quei concerti negli anni ’60, quelli dove si arrivava giorni prima per accaparrarsi il posto migliore in prima fila sotto il palco, quelli dove inibizione e pudore erano parole sconosciute, perché l’unico credo ammissibile era lasciarsi andare al suono della musica, cantata, ballata, vissuta come una specie di droga, perché la musica sa entrare dentro, la musica possiede. Leggi l’articolo completo

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*** Ciao…

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Buon fine settimana a tutti!

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“Tu quanti punti hai?”

Certo che non posso proprio lamentarmi, la creatività di chi viene a trovarmi nel mio blog e così dippiù, dippiù, che è impossibile non concedergli ogni tanto questo spazio.

Così, infatti, è successo con Carla; ieri, non so come mai, le è venuto in mente di farmi una bella domandona ed io, cosa faccio? Beh, prendo tempo ovviamente, e  intanto che ci penso, ve la giro pari pari ma, mi raccomando, cercate di non barare. Leggi l’articolo completo

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Fuitina

Oggi vi voglio lasciare con una poesia che mio Padre ha scritto, tra le tante, forse l’unica in dialetto Siciliano. Il tema la “Fuitina”, altro non è che la fuga di due giovani fidanzati per mettere le rispettive famiglie davanti al fatto compiuto e, ottenere così il consenso per il matrimonio. Un tempo era molto in uso in Sicilia, soprattutto quando una delle due famiglie si opponeva al fidanzamento dei due giovani, in altri casi le famiglie erano d’accordo, per cui le nozze riparatrici erano anche la scusa per evitare le costose cerimonie che altrimenti si sarebbero dovute fare.

Non la traduco, almeno per il momento. Buona lettura. Leggi l’articolo completo

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Pattino o vedetta?

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In effetti, come giustamente ha scritto Alan nel suo ultimo commento al mio post precedente, in qualsiasi posto si vada la vita non cambia più di tanto, forse un leggero cambiamento può esserci perché trovandosi in un posto nuovo, all’inizio si vive tutto con più entusiasmo, la ricerca del diverso stimola e ci fa sentire più vivi, ma probabilmente è solo tutta apparenza, perché quel che c’è dentro rimane tale e quale.

Quindi, caro Alan, hai ragione, a che serve spostarsi? Sarebbe come dire che un posto vale l’altro ma, concedimi qualche piccola perplessità in proposito.

Alcuni anni fa, un amico un giorno mi ha confidato che intendeva andare in India per aiutare la gente bisognosa, per dare così uno scopo alla sua vita.

Indubbiamente una scelta degna di rispetto ma, quanto di vero c’era in questo suo bisogno e quanto di vero invece c’era nella voglia di evadere da una realtà che lo opprimeva al punto da non farlo sentire realizzato? Leggi l’articolo completo

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una, due al massimo…

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                    ‘nnagg… lo sapevo, è inutile insistere, ma a furia di frequentare nonno Archimede, questa volta non c’ho capito niente pure io.

E già, ma come direbbe qualcun’altro, serve poi capirci qualcosa?

L’altra sera, mentre ero a spasso per le vie del mondo, ad un certo punto mi sono rivolto ad un mio amico e gli dico: “Sai… (Carla non ridere…) sarebbe bello avere un po’ di tempo a disposizione, prendersi un mesetto di ferie, andare a chiudersi in una clinica svizzera, farsi tutta una serie di esami, scoprire cosa non va bene, farsi rimettere in sesto e dopo essere uscito, piantare tutto e tutti e andare fuori dalle scatole.”

                    Le persone che mi erano intorno mi guardano con un sorriso misto a stupore e comprensione (poverino…) e il mio amico mi fa: “ Perché, stai male?” Lo fermo subito a scanso d’equivoci e gli dico, guardando gli altri con aria di sfida: “ Ma che dico, andare in una clinica svizzera, e perché poi? Vado direttamente fuori dalle scatole e vedrai che della clinica svizzera non c’è più bisogno” A questo punto, tutti con il telefono in mano, alla ricerca del numero della neuro, viste le condizioni critiche e disastrose del sottoscritto. Leggi l’articolo completo

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